Santorini è una delle isole più fotografate della Grecia, ma il suo interesse va oltre le note cupole blu. Vicoli imbiancati a calce, scogliere vulcaniche, piccole chiese e una luce che cambia rapidamente offrono molte possibilità in uno spazio relativamente raccolto.
Abbiamo soggiornato a Fira, il capoluogo dell’isola, che si è rivelata una base pratica per gli spostamenti. La posizione centrale, la scelta di ristoranti e i collegamenti permettono di raggiungere facilmente zone diverse. Il primo giorno abbiamo usato l’autobus; il secondo abbiamo noleggiato un quad, potendo così fermarci con maggiore libertà.

Oia al mattino presto
Oia è il paese più riconoscibile di Santorini. Case bianche, cupole blu, mulini e viste sulla caldera compongono le immagini più associate all’isola.

Nel corso della giornata i vicoli diventano molto affollati, soprattutto intorno ai punti panoramici più conosciuti. All’alba la luce è più morbida, le strade sono tranquille e si riesce a fotografare l’architettura con calma.


Bouganville, vetrine e piccole terrazze aggiungono colore alla palette bianca e blu. Le fotografie più interessanti spesso nascono allontanandosi dai punti obbligati e osservando porte, scale e ombre sulle pareti.


Il tramonto e il castello di Oia
Le rovine del castello di Oia sono tra i luoghi più frequentati al tramonto. Conviene arrivare in anticipo, ma anche le strade vicine offrono composizioni efficaci e spesso meno affollate.


Di fronte alle rovine, un piccolo angolo rosa crea un contrasto netto con il resto del paese. È un buon promemoria: la gamma cromatica di Santorini non si esaurisce nel bianco e nel blu.

Una tappa a Fira
Fira ha un ritmo più urbano rispetto a Oia, con ristoranti, bar e terrazze lungo il bordo della caldera. Durante il soggiorno ci siamo fermati da Kaliya, in una posizione rialzata sul mare, con un menu che interpreta in chiave contemporanea i sapori greci.



Come fotografare Santorini
Per fotografare bene l’isola conviene seguire la luce, invece di correre da una tappa all’altra. Partire presto, lasciare spazio alle soste non programmate e tornare nello stesso luogo a orari diversi permette di coglierne meglio i cambiamenti, dai toni freddi dell’alba alla luce più calda della sera.
Dopo Santorini abbiamo proseguito in traghetto verso Mykonos, un’altra isola delle Cicladi con un carattere visivo molto diverso.

